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Notizie dall'Italia

Due Santi, tre Papi, tre Cardinali. Per tutti loro, tranne San Bruno, un unico denominatore comune: sono nati a Segni.

Altra similitudine: tutti loro hanno trovato in Roma la loro seconda patria. A dire il vero, a voler sottilizzare, si potrebbe affermare che approdando a Roma, sono tornati a casa. Già, perché secondo la storia vulgata, Segni è fondata nell’anno 531 avanti Cristo da Tarquinio il Superbo il quale, per creare un avamposto a difesa di Roma e al tempo stesso una testa di ponte per la conquista del basso Lazio e della ‘Campania Felix’, trasferisce sul posto che poi vedrà la nascita della città di ‘Signia’, un nutrito avamposto di soldati e braccianti romani. Se le cose stanno così (e la storia lo conferma), nelle vene degli abitanti di Segni scorre sangue romano o, quantomeno, il loro Dna appartiene allo stesso ceppo dei romani imparentati con gli Etruschi che rappresenta uno dei tre ceppi costitutivi del popolo italiano, ipotizzati, studiati e scoperti dal professor Luigi Luca Cavalli Sforza.
Insediamenti saltuari sono presenti nel territorio di Segni fin dai tempi più remoti, addirittura risalenti all’Età del bronzo. Ma si tratta più che altro di gruppi nomadi di cacciatori e cercatori che lasciano tracce del loro passaggio nelle grotte sparse sui Monti Lepini, lungo le rive dei fiumi, sulle alture. La Storia con la ‘S’ maiuscola, quella scritta dagli storici di quei tempi lontani, come Livio e Tacito, e suffragata dalla presenza di mura ciclopiche, di resti di nobili ville, di avanzi di templi talvolta diventati chiese, ci dicono che Segni è nata in epoca protoromana, nel VI sec. a.C., più precisamente, come dicevamo poco sopra, nel 513 a.C. per volere di Tarquinio il Superbo, ultimo dei sette Re di Roma, il quale firma trattati di alleanza con le città di Tusculum e di Antium, con le popolazioni dei Volsci, degli Ernici e degli Equi, consolidando il predominio romano nel sud del Lazio e, per rafforzare le vie commerciali marittime sul litorale tirrenico, fonda due nuove colonie romane: Circei e Signia. Fin dalla sua fondazione Signa gode di larga autonomia; nel 493 avanti Cristo, dopo una ribellione contro Spurio Cassio, i segnini sottoscrivono il ‘Foedus Cassianum’, patto d’alleanza con Roma che non limita l’autonomia della città ma l’obbliga a sostenere militarmente Roma nelle sue guerre di conquista. Segni, intanto, diventa quella che si dice una città fiorente; batte moneta, una bella moneta in argento con la scritta SEIC che circola nell’impero, sul verso un cinghiale, animale sacro ai segnini e, sul recto, la testa di Mercurio. Il periodo tardo Repubblicano, a livello urbanistico, cambia sostanzialmente l’aspetto della città. Braccio operativo di questa rivoluzione edilizia è l’architetto greco Quintus Matius che firma con un iscrizione musiva il Ninfeo, riorganizza la zona dell’Acropoli, con il tempio di Giunone Moneta, la grande cisterna e gli spazi pubblici come il Foro commerciale e le Terme, questi ultimi fuori Porta Maggiore. L’impianto termale-santuariale di Colle Noce ha portato alcuni storici ad ipotizzare che in quel sito avviene la famosa battaglia di Sacriporto, tra Mario e Silla, fatale a Mario ma anche ai segnini che lo sostenevano. Nella seconda metà del I secolo avanti Cristo viene rifatto il fianco meridionale delle mura ciclopiche e si realizza il criptoportico. Risale invece all’Età giulio-claudia il rifacimento del tempio di Ercole. Il dissolvimento dell’Impero romano e le calate dei barbari portano carestie, pestilenze un po’ ovunque. Neppure Segni si salva dalla grande
recessione, sia economica che sociale. Tra la fine del VI secolo e l’inizio del successivo, nasce a Segni Vitaliano, settantaseiesimo papa della Chiesa cattolica, che occupa il soglio di Pietro dal 30 luglio 657 alla sua morte. A questo papa si deve il riavvicinamento con l’Impero Bizantino e con la chiesa di Costantinopoli e, a livello culturale, la diffusione del canto Gregoriano. Nei due secoli che precedono l’anno Mille e in quelli immediatamente successivi, Segni vive un lungo periodo di grande
benessere. Residenza estiva dei papi, si arricchisce di chiese e palazzi, sorge il Seminario Vescovile, ospita Pasquale II, Eugenio III, Lucio III che santifica San Bruno e, alti prelati che portano fama e ricchezza alla città e al territorio. Nel 1585, papa Sisto V eleva Segni a Ducato, nominando duca Alessandro Conti Sforza. La storia recente, dall’Unità d’Italia alla guerra di Libia e alle due guerre mondiali è segnata da un elevato tributo di sangue e dalle devastazioni del pesante bombardamento patito da Segni nel marzo del 1944 per mano delle forze aeree alleate.

 

Fonti: nei Borghi Antichi la storia è vita di Vittorio Emiliani e Pino Coscetta

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