fbk twitter plus youtube

scrivi

Notizie dall'Italia

La città di Zagarolo, posta a 36 KM da Roma, sorge su una collina tufacea lunga circa due km, è fiancheggiata da due valloni e circondata da boschi che la fanno sembrare immersa in un mare di verde e il suo aspetto paesaggistico è di rara bellezza.

Il centro storico è di origine medioevale e la sua urbanistica, che risale al XVI secolo, è di una regolarità tale che non trova facile riscontro nelle cittadine dell’epoca.

L'abitato è dominato dalla grossa mole del Palazzo Rospigliosi, il cui nucleo originario era un castello dei principi Colonna che fino al 1100 aveva funzioni esclusivamente militari. Subì varie trasformazioni ad opera di Marzio Colonna, dalla metà del '500 fino ai primi del '600, che ne cambiarono totalmente l'aspetto originario. Scomparvero le torri merlate, il ponte levatoio e tutto quanto poteva identificarsi con le esigenze di carattere militare del tempo. Sul lato nord vennero aggiunte due grandi ali, all'estremità delle quali due altissime colonne di granito, come ciclopiche sentinelle, sembrano montare perennemente la guardia al nobile complesso.

Il palazzo fu praticamente trasformato in una lussuosa residenza del prìncipe, che a quel tempo aveva fatto di Zagarolo la capitale del suo piccolo stato. I suoi locali di rappresentanza ed il piano nobile furono affrescati da manieristi del '500. Molte decorazioni furono effettuate dai fratelli Zuccari. I pittori Domenichino e Giov. Battista Viola vi eseguirono vari dipinti per ornare le sue splendide sale. In questo palazzo trovarono ispirazione il Vanvitelli e W. Day che vi eseguì una serie di litografie. Ospitò Vittorio Alfieri e il Caravaggio.

Nel 1591 ospitò inoltre il consiglio di teologi presieduto da San Roberto Bellarmino, per la revisione della volgata della bibbia. Carlo III di Borbone, amico dei Colonna, vi soggiornò in occasione del viaggio per la conquista del Regno delle Due Sicilie. Passò di proprietà più volte. Dai Colonna fu ceduto ai Ludovisi e da questi, nel 1670, ai Rospigliosi.

Sempre nel periodo indicato e per volontà dello stesso ambizioso principe, il piccolo centro di contadini e di boscaioli venne interamente ristrutturato. I confini vennero spostati dall'attuale via Calandrelli fino a Porta S. Martino, a nord dell'abitato, con la costruzione di altri complessi edilizi che presero il nome di Borgo S. Martino, in onore del papa Martino V (Oddone Colonna).

La demolizione di case fatiscenti fece spazio all'attuale Piazza Guglielmo Marconi che con il suo incomparabile stile vignolesco racchiude in sé il palazzo dei Gonfalonieri (municipio), la chiesa di San Lorenzo (la cu facciata è attribuita a Carlo Maderno importante architetto barocco, nipote di D.Fontana e maestro del Bernini e del Borromini) e il palazzo della giustizia. Un angolo che merita di essere visto è un portichetto, in Via Maestra (oggi Via Fabrini), nei pressi del Comune sotto il quale era no ubicati la pesa, il forno e il macello pubblici. Al centro di queste si nota una grande lastra di marmo sulla quale sono incise le misure ufficiali riconosciute nel piccolo stato. Alla sommità della suddetta lastra di marmo vigila austero il busto di un vecchio barbuto che nel dialetto locale veniva chiamato "Lu Gìustu" (il giusto). Esso in realtà raffigura il Papa Clemente IX Rospigliosi.

Degna di nota è la chiesa di S. Pietro, costruita dai principi Rospigliosi nei primi anni del '700, su un'altra più antica (probabilmente di età apostolica). Di stile barocco, la sua planimetria è a croce greca con una ariosa cupola a forma ellittica, alta 46 metri. La chiesa è ornata da affreschi di pregevole fattura e i sette altari che la compongono recano sulle rispettive pareti dipinti del Rodesti de Gemignani ed altri attribuiti al Chiari, al Maratta e al Pesci.

Altra Chiesa di notevole importanza è il santuario di S. Maria delle Grazie ubicato nella piazza omonima a ridosso del convento dei Padri Minori Conventuali. In essa una bella immagine di Madonna con bambino, dipinta su tavola da autore ignoto nel 1200 circa, è sempre stata oggetto di particolare venerazione. Dopo S. Francesco che la ricevette in dono dal cardinale Giovanni Colonna, fu onorata dalla visita di personaggi illustri, tra i quali si ricordano S. Bonaventura, S. Antonio da Padova, S. Roberto Bellarmino, S. Giuseppe Calasanzio, S. Leonardo da Porto Maurizio, i pontefici Bonifacio VIII e Sisto V, il Cardinale Cesare Baronie, S Massimiliano Kolbe e numerosi altri.

All'inizio di Borgo S. Martino troviamo la cinquecentesca chiesa della SS. Annunziata, il cui portale è ornato da due colonne di granito che sorreggono due capitelli romani del periodo della decadenza.L'interno, anticipazione del barocco, è ornato da ricchi stucchi, plasmati con gusto fantastico, quasi fiabesco.Vi si conservano, fra numerosi dipinti di altro pregio, un coro ligneo finemente scolpito e un frammento di affresco del XII sec. raffigurante Santa Albina. Da ammirare infine il singolare rapporto tra la facciata vignolesca, il campanile ottagonale e la cupola ornata da un grazioso lanternino a cipolla.

Al centro di Piazza Guglielmo Marconi, anch'essa vignolesca, fiancheggiata dal palazzo del Gonfaloniere (oggi Municipio) e da quello della Giustizia, di fronte a due eleganti porticati, nel passato adibiti a mercato, spicca l'austera mole della chiesa di S. Lorenzo, patrono della città.

imutasi

bandi europei

formazione

Offriamo servizi di

canone concordato